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16-12-2005

La Apo Acli-Terra diventa Olivicoltori  Acli Società Cooperativa:

 
 

PROGRAMMA PER IL MIGLIORAMENTO QUALITA’  DELL’OLIO

» LA RACCOLTA
La raccolta costituisce la fase conclusiva del ciclo di produzione. II sistema di raccolta delle olive da olio influisce grandemente sulla qualità delle olive stesse e quindi sulla qualità dell'olio. Tra le caratteristiche di un buon olio, dunque, dovrebbe essere indicate il sistema di raccolta delle olive. La qualità del prodotto finale dipende dal buon andamento di tutta la filiera delle operazioni che si susseguono da questa fase a quella di estrazione dell'olio o della conservazione delle olive da mensa. Pertanto la qualità totale dipende dai seguenti fattori:
-  epoca di raccolta delle olive;
-  tipo di contenitori usati per il trasporto delle olive;
-  tempo intercorrente tra raccolta e molitura delle olive;
-  processo di lavorazione utilizzato.

» EPOCA

II periodo ottimale per eseguire la raccolta delle olive e quello in cui si ottiene la massima produzione di olio con le migliori caratteristiche organolettiche (sapore, profumo ecc.). Al contrario di quanto diffusamente si crede, tale stadio non corrisponde alle fasi più avanzate di maturazione delle olive; infatti, con il procedere della maturazione l'aumento della resa in olio delle olive e solo apparente, dovuto in pratica ad una progressiva perdita d’acqua da parte della polpa e non legato ad un altro accumulo di olio.
La raccolta quindi deve essere eseguita nel momento in cui, raggiunto il massimo sviluppo delle olive ed una buona inoleazione, la cascola non ha ancora determinato una sensibile perdita di prodotto. Nel corso della maturazione si assiste, in particolare per alcune cultivar, ad una colorazione progressiva delle olive (invaiatura) che interessa inizialmente l'epidermide per poi diffondersi, con il passare del tempo, nella parte più interna dei frutti.
E' possibile identificare le seguenti fasi di maturazione:
FASE 1100% olive verdi
FASE 2 - 50% di olive invaiate a livello della buccia
FASE 3 - 100% di olive invaiate a livello della buccia
FASE 4 - 50% di olive invaiate in profondità
FASE 5 -100% di olive invaiate in profondità.
E' consigliabile terminare la raccolta delle olive non oltre la fase numero 4 e in ogni caso prima di aver raggiunto un livello di cascola pari al 5-10%. Tale situazione, nei nostri ambienti, secondo la cultivar, accade di norma tra la metà di ottobre e la meta di dicembre.
La raccolta tardiva invece, anche se dovesse comportare un minimo incremento di olio, non e comunque conveniente sia per la perdita di prodotto dovuta a cause varie (cascola, uccelli, roditori, ecc.), che per la diminuzione della qualità dell'olio (minore fruttato, minore contenuto di sostanze fenoliche, maggiore acidità libera per eventuali attacchi di insetti e/o di crittogame, presenza di difetti organolettici). Inoltre, negli ambienti freddi, aumentano i rischi dei danni dovuti alle gelate con il congelamento delle drupe e gravi conseguenze per la qualità dell'olio.

» MODALITA’

Le olive devono essere raccolte come segue:

direttamente dalla pianta a mano (brucatura), o
con 1'ausilio di pettini, e di reti sistemate preventivamente ed opportunamente sotto le piante;
meccanicamente a mezzo bacchiatori, scuotitori, vibratori o turboventole.

Nel caso di raccolta meccanica, andrebbero eliminati i rametti che potrebbero non essere allontanabili facilmente nella fase di defogliazione al frantoio.
I rametti sono difficilmente allontanabili con la defogliazione in frantoio e possono provocare problemi nelle successive fasi di lavorazione.
La maggior parte dei rametti e delle foglie andrebbero prese tutte le precauzioni necessarie per evitare la rottura del frutto e la contaminazione dello stesso a causa di materiali del terreno.
Le olive devono essere raccolte dall’albero, manualmente (con l’ausilio di pettini) o meccanicamente.
Solo in questo modo si garantisce la raccolta in uno stadio di maturazione idoneo.
Le olive cadute spontaneamente (cascola) non devono essere assolutamente unite a quelle sane raccolte per distacco forzato dall'albero. Non e mai consentita la raccolta delle olive da terra. Per le zone ad olivicoltura tradizionale, con piante di notevoli dimensioni, in terreni scoscesi sistemati a terrazze e con notevole densità d'impianto, la bacchiatura e la raccolta su reti possono essere  entro 2 giorni dalla raccolta. Durante la raccolta, le olive dovrebbero essere in ogni caso raccolte su reti sollevate dal terreno o su altri materiali simili, in modo da evitare il contatto con il suolo.
Anche la raccolta periodica delle olive cadute spontaneamente su reti poste nell'uliveto all'inizio della campagna olearia non garantisce un prodotto d’elevata qualità.
In ogni prelevando le olive ad intervalli piuttosto brevi, con tale modalità di raccolta difficilmente si riesce ad ottenere olio classificabile come extra- vergine.
La raccolta delle olive cadute naturalmente sulle reti in rarissimi casi consente di ottenere olio extra-vergine.
Tale modalità di raccolta dovrebbe essere applicata solo in quelle realtà dove le dimensioni degli ulivi e/o la giacitura del terreno non consente alternative.
Modalità di raccolta: raccomandata autorizzata in aree difficili vietata brucatura bacchiatura su teli o reti raccattatura (raccolta da terra) raccolta meccanica caduta naturale su reti elevate dal suolo.

 » Post - raccolta

La qualità dell'olio e fortemente influenzata dalla modalità di trasporto e di conservazione delle olive in attesa della molitura. Pratiche non idonee causano l' innalzamento dell'acidità libera dell'olio, alti valori del numero di perossidi e 1'insorgenza di difetti organolettici (muffa, riscaldo).
Le olive devono essere trasportate nei tradizionali  ancora, in cassette di plastica di medie dimensioni (capacita 30-40 Kg) a pareti forate onde favorire la circolazione dell'aria e scongiurare il loro riscaldo e lo sviluppo di muffe.
Fin dalla raccolta in campo è ottimale conservare le olive in cassette basse (20-30 cm) ampiamente finestrate, di legno o plastica, che possono essere stoccate l'una sopra l'altra possibilmente in locali freschi, ben areati, al riparo dall'acqua, dal vento, da rischi di gelate e soprattutto lontano da fonti di cattivi odori (stalla, letame, gasolio, fumo). Le temperature non dovrebbero mai superare i 25°C, e 1'umidità relativa dovrebbe sempre essere inferiore al 75%.
Non e consentito trasportare e conservare le olive ne in sacchi di juta, ne in quelli di plastica oppure in cassoni non forati (es. cassoni da uva).
Non e inoltre consentito che le olive sostano accumulate per terra o sul pavimento, in locali asfittici ed umidi.
Le olive andrebbero trasportate e stoccate in cassette basse ampiamente finestrate. E' consigliabile trasformare le olive entro 24 ore dalla raccolta.
L'intervallo raccolta-molitura andrebbe quindi minimizzato tanto più quanto più mature sono le olive e se le condizioni dell'olivaio non garantiscono basse temperature e sufficiente aerazione. E' consigliabile trasformare le olive entro 24 ore dalla raccolta e non e in ogni caso ammesso far trascorrere tra raccolta e molitura delle olive più di 3 - 4 giorni.

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Raccolta manuale
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Raccolta con agevolatore
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Raccolta con agevolatore
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Post raccolta

Nozioni su alcuni parassiti dell’olivo

a) Malattie Parassitarie : Funghi.

Occhio di pavone (spilocea oleagina)
Sintomi - L'occhio di pavone e una malattia che causa, in alcune annate molto umide e piovosi, danni di una certa intensità, soprattutto su piante giovani.
I sintomi, sono particolarmente evidenti sulle foglie, dove compaiono delle macchie dapprima piccole e brunastre che successivamente si ampliano, fino a raggiungere il diametro di 10-12 mm. ed assumono un aspetto vellutato con una colorazione bruno-grigiastra, più scura nella parte periferica. In alcuni periodi (soprattutto estivi), le macchie sono circondate da zonature di color giallo, verde o rosso-brunastro che richiamano gli "occhi" della parte terminale della penna di pavone. Altri organi della pianta attaccati sono: i piccioli, i peduncoli, i giovani rametti ed i frutti. Su questi ultimi, le macchie sono molto piccole, leggermente depresse e di colore brunastro ricoperte di una muffetta grigia.
L'attacco determina filloptosi, cascola, ridotta differenziazione dei rami a frutto e indebolimento generale della pianta. Gli attacchi più gravi si manifestano all'inizio della primavera e in autunno.
II parassita ha un periodo d'incubazione molto lungo e si sviluppa con estrema len-tezza. Si localizza esclusivamente nella cuticola, infatti, lo spessore della cuticola e preso come parametro per determinare la resistenza delle piante al fungo. Non ha grosse esigenze termiche (T° cardinali: min.O°C, opt 13-16°C, max 25°C), ma quel-le di umidità sono elevate: necessita di acqua libera.

Lebbra delle olive (Gloeosporium olivarum)
Sintomi - Sulle olive prossime alla maturazione compaiono delle tacche depresse bruno-nerastre, che si estendono a tutta la drupa, inoltre si ha emissione di sostanza mucosa e giallastra. La drupa in seguito all'attacco dissecca e si trasforma in mum-mia. L'olio ottenuto da drupe infette e torbido, di colore rosso e molto acido. Più raro e 1'attacco alle foglie, che si manifesta con macchie gialle che diverranno poi color cuoio, segue filloptosi. II patogeno e favorito da elevata umidità percui questa malattia si riscontra nelle zone vallive dove c'e ristagno di umidità, quando 1'autunno decorre particolarmente umido, piovoso con temperature piuttosto basse.
Cercosporiosi (Cercospora cladosporioides).
Sintomi - Sulla pagina inferiore delle foglie compaiono macchie scure e vellutate, a cui corrispondono sulla pagina superiore, zone clorotiche poi brune; segue filloptosi. II patogeno si conserva sulle foglie pendenti o su quelle cadute a terra e 1'infezione avverrebbe nel tardo autunno su foglie di almeno un anno di età.

b) Malattie Parassitarie: Batteri

Rogna dell'olivo (Pseudomonas savastanoi).
Sintomi - E' una malattia tipica dell'olivo, causata da un batterio che penetra in particolare nei tessuti dei giovani rametti, attraverso lesioni provocate da insetti (punture di ovideposizione della mosca delle olive), grandine, gelate, bacchiatura, tagli di potatura. A questa penetrazione, la pianta reagisce formando, in quel punto, una escrescenza inizialmente verdognola, che poi imbrunisce e si conforma con una superficie irregolare e screpolata; tali ingrossamenti sono provocati dalle secre-zioni enzimatiche del batterio che stimolano le reazioni tumorali della pianta. 11 batterio attacca inoltre le foglie, i frutti e le radici. Sui frutti si possono avere alterazioni tumorali o tacche di 2 mm di diametro, attorno alle lenticelle. II batterio si conserva nei tumori e viene diffuse dalla pioggia. In seguito all'attacco di questo patogeno, si ha: deperimento dei rami colpiti ed il loro disseccamento, intristimento globale della pianta operate dalle cellule tumorali, che sottraggono le sostanze nutritive necessarie al loro sviluppo, alle altre cellule sane. I danni sono più gravi se 1'attacco riguarda le piantine in vivaio.

c) Malattie Parassitarie: Insetti

Cocciniglia nera, gobbo-carenata, mezzo grano di pepe dell’olivo ( Saissetia oieae)
Descrizione - Femmina adulta con corpo ovale, munito di tre carene (una longitudinale e due trasversali) che nell'insieme configurano una lettera H trasversa. Subito dopo la muta il colore del corpo e grigio melleo, nello stadio di preovideposizione (detto rubber stage o stadio di gomma per la consistenza elastica del tegumento), il colore vira al grigio piombo. Con 1'ovideposizione, la femmina diviene nerastra e sempre piu convessa e rigida. La lunghezza di una femmina adulta puo oscillare dai mm 1,8 a mm 5,5; la larghezza da 1 a 4 mm. L'uovo e ellittico, rosa o rossastro alia deposizione, biancastro se prossimo alia schiu-sa, lungo circa 0,3 mm.
La larva si sviluppa attraverso tre stadi: neanide I e neanide II di color giallastro, e neanide III di colore inizialmente giallastro poi grigiastro, con carene evidenti. La specie e altamente polifaga su piante erbacee ed arboree, spontanee e coltivate, con preferenza per olivo, oleandro e agrumi.
Ciclo biologico - Ha un ciclo piuttosto lento, in Italia la specie e rappresentata da popolazioni in seno alle quali le generazioni annue che si svolgono sono una o due.
Ciascuna femmina depone, in media, circa un migliaio di uova, con un minimo (raro) di 150 e un massimo di 2500; 1'ovideposizione dura 10-15 giorni. Le neanidi temono 1'insolazione diretta e si sistemano in abbondanza alia pagina inferiore delle foglie, ma con 1'approssimarsi della maturità, la maggioranza di loro migra sui rametti. Particolarmente intensa e questa migrazione in primavera, se lo svernamento e av-venuto nelle fasi neanidali II e III, oppure in autunno, se lo svernamento avrà luogo da femmina adulta. Abitualmente I'inverno e trascorso con successo da neanidi di II e III età ed in basse percentuali da femmine giovani e da femmine ovideponenti da cui, in regioni a clima mite, possono fuoriuscire neanidi anche in dicembre-genna-io. Le neanidi svernanti raggiungeranno lo stadio adulto tra la fine di aprile e i primi di luglio. II periodo di ovideposizione e pertanto lungo, inizia gia a fine aprile con la deposizione da parte delle poche femmine che hanno svernato come tali, e continua sino alla fine di luglio con la produzione di uova da parte degli individui che hanno svernato da neanidi di II e III generazione.
La punta massima di ovideposizione si ha in maggio-giugno, la massima comparsa delle nuove neanidi si ha in luglio-agosto. In giugno le ultime ovideposizioni delle femmine che hanno svernato si cumulano alle abbondanti deposizioni delle nuove femmine. II grosso delle neanidi presenti in luglio-agosto non raggiunge entro 1'anno lo stadio di adulto e trascorre l'inverno successive allo stadio di neanide di II e III età.
Possono invece raggiungere entro 1'anno lo stadio di femmina adulta, le neanidi nate a maggio-giugno, dalle ovideposizioni (non molte) di aprile-maggio. Queste femmine possono dare luogo, da agosto a novembre, alia seconda ovideposizione dell'anno oppure svernano nello stadio di femmina giovane.
Danni - Le piante fortemente infestate dalla cocciniglia nera subiscono danni diret-ti, derivati da sottrazione di linfa, immissione di saliva e danni indiretti dovuti al-1'emissione dell'abbondante melata, su cui si stratificano i funghi microscopici dei generi Capnodium, Cladosporium, Alternaria.
Le condizioni climatiche favorenti le pullulazioni della cocciniglia, risultano infatti ottimali anche per questi funghi che prosperano in ambiente caldo-umido. Piante fortemente affette da cocciniglia e fumaggine, presentano defogliazioni, accorciamento di germogli e scarsa fruttificazione anche negli anni successivi a quelli di una prima forte infestazione. Una sola cocciniglia riesce a coprire di melata oltre 30 foglie di olivo.
Le popolazioni della cocciniglia aumentano rapidamente allorquando le condizioni colturali consentono loro: un aumento di fecondità e di velocità del ciclo, per ricchezza di aminoacidi in abbondante linfa circolante, conseguenza di esagerata somministrazione di azoto per concimazioni o sovesci e eccesso di acqua nel terreno. In tali condizioni avvengono anche le rare comparse dei maschi; una diminuzione di mortalità abiotica per forte ombreggiamento dovuto a fittezza di chioma e per la forte umidità microclimatica che ne deriva; una diminuzione di mortalità biotica, per eliminazione dei nemici naturali a seguito di trattamenti con insetticidi a vasto spettro di azione.
Se a queste condizioni create dall'uomo si sovrappongono quelle geografiche (umidità di fondo valle o litoranee ) e quelle climatiche ( annate ad estati non molto calde seguite da inverni miti), si assiste a vere e proprie esplosioni demografiche della specie. In tali casi, la fumaggine si evidenzia in maniera drammatica per gli olivicoltori.

Tignola dell'olivo (Prays oleae )
Descrizione - Adulto: farfalla con apertura alare di 13 mm, presenta ali frangiate, le anteriori di colore grigio argenteo con scagliette nere disseminate su tutta la super-ficie; ali posteriori di colore grigio uniforme. Longevità compresa tra i 10 e i 20 giorni. Depone tra le 100 e le 150 uova.
Uovo: convesso e bianco al momento della deposizione, deposto sul calice dei grappoli fiorali ancora in boccio (prima generazione), sulle giovani olive (seconda generazione), sulla pagina inferiore delle foglie (terza generazione). A 25°C, 1'incu-bazione dura circa 5 giorni. Le uova sono sensibili alla siccità, il PRAYS oleae e perciò diffuso soprattutto nelle zone a clima marittimo.
Larva: lunga 7-8 mm di colore marrone verdastro-chiaro, con bande longitudinali verdastre dorsalmente e giallognole ventralmente. La specie presenta 5 stadi larvali. Ninfa: racchiusa in un bozzolo di colore bianco  sporco.
Ciclo biologico - II PRAYS oleae compie tre generazioni all'anno, sverna allo stadio di larva nelle foglie (generazione fillofaga).Gli adulti della prima generazione compaiono in marzo-maggio, dopo l'accoppiamento depongono sui calici fiorali (un uovo per fiore), dopo 10-12 giorni compaiono le larve che si sviluppano a dan-no degli organi riproduttori dei fiori (stami e pistillo) che vengono distrutti. Dopo la formazione della crisalide si avranno gli adulti della seconda generazione (maggio-giugno) che deporranno sui giovani frutti (5 mm di diametro) e dopo 5 giorni fuoriusciranno le larve che penetrano nel frutto fino a l'endocarpo distruggendolo. La larva lascia il frutto (settembre) in prossimità del peduncolo e si impupa tra le foglie o al suolo se 1'oliva e caduta. Gli adulti della terza generazione compaiono in settembre-ottobre. La prima generazione si sviluppa, come abbiamo visto, a carico dei fiori ed e detta antofaga, la seconda a carico dei frutti ed e detta carpofaga, la terza e detta fillofaga.
Danni -1 danni più gravi si hanno sui fiori e sui frutti. Si può avere la distruzione di una percentuale dei grappoli fiorali che nei casi più gravi può essere del 100%. Sui frutti la larva dopo essere penetrata nell'endocarpo provoca la cascola, la prima cascola e estiva quando la larva penetra, la seconda e autunnale quando la larva fuoriesce. I danni arrecati ai frutti si sommano a quelli sui fiori e possono compro-mettere la quasi totalità del raccolto. Circa 1'incidenza dei danni procurati dalla generazione antofaga sulla perdita di produzione, si hanno pareri discordi. Vari ri-cercatori ritengono che essa sia di scarsa entità in considerazione del fatto chela distruzione di una parte dei fiori (1'olivo ha spesso fioritura abbondante), finirebbe per favorire 1'allegagione di quelli indenni. Probabilmente 1'attacco di PRAYS oleae sui fiori, ha un peso economico solo su piante a scarsa fioritura.

Mosca delle olive (Dacus oleae o Bactrocera oleae)
Descrizione - Adulto: dittero di circa 5 mm di lunghezza, ali trasparenti ed iridescenti, torace scuro con dorso chiaro, addome di colore marrone con lati neri. Per compiere lunghi spostamenti ed ha una longevità di tre mesi. Le femmine possono deporre più di 500 uova.
Uovo: forma allungata, bianco, deposto in una cavità scavata dalla femmina nel mesocarpo.
Larva: lunga 8 mm, apoda di colore bianco.
Pupa: racchiusa in un bozzolo (pupario) di colore variabile dal bianco giallastro chiaro al marrone.
Ciclo biologico - II ciclo biologico comprende le seguenti fasi: uovo, larva I, larva II, larva III, pupa, adulto.
Sverna come pupa nel terreno, ma nelle regioni a clima mite può svernare come adulto negli alberi o come larva nelle drupe rimaste sull'albero. Dalle pupe sfarfalleranno gli adulti all'inizio della primavera che ovideporranno sulle giovani olive in giugno-luglio, ciò avviene se la temperatura non supera i 30°C. Le femmine depongono un uovo per frutto, all’interno della polpa, che schiude dopo due giorni a 25°C, la larva si nutre scavando una galleria nel mesocarpo. Raggiunta la maturità (10-12 giorni), la larva si impupa nel frutto stesso durante Testate, mentre a partire da settembre la larva lascia il frutto ed inizia la sua ninfosi nel terreno. Durante Testate la ninfosi dura una decina di giorni, il ciclo completo da uovo a larva tre settimane.
Alia prima generazione ne seguono altre il cui numero dipende dalle condizioni climatiche; in Campania il Dacus oleae compie in media 3-4 generazioni annue. Nei mesi estivi si ha un rallentamento delle ovideposizioni che riprendono in tarda estate ed autunno.
Danni - I danni maggiori si verificano con estati umide e temperature superiore A 34°C, e consistono: nella caduta dei frutti provocata dalla presenza delle larve (marciume-cascola); nella diminuzione di resa in olive per distruzione di parte della polpa; Tolio ottenuto si presenta molto acido, denso rossastro di odore sgradevole; trasmissione dell'agente della rogna (Pseudomonas savastanoi) attraverso le punture di ovideposizione; infine le punture di ovideposizione sulle olive destinate al consumo diretto ne rendono impossibile la commercializzazione.

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