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16-12-2005

La Apo Acli-Terra diventa Olivicoltori  Acli Società Cooperativa:

 
 

Evoluzione dell’0livicoltura negli ultimi 30 anni
Negli anni 70 – 80 grave crisi della coltura dell’olio cause:
» Stagnazione del mercato dell’olio d’oliva, determinato  aumento del consumo dei grassi, ma quello dell’olio d’oliva è rimasto costante( aumento del consumo dell’olio di semi).
» Invecchiamento degli impianti: olivi vecchi, basse rese, alternanze della produzione.
» Poca ricerca e sperimentazione: per altre colture la sperimentazione ha fornito molte innovazioni riguardo modelli intensivi di coltivazione, varietà, portainnesti, per l’olivo no, in altre parole gli olivicoltori sono stati abbandonati a se stessi.

 

In Italia è stato fatta pochissima selezione varietale, ad esempio in Puglia abbiamo circa 50 – 60 biotipi diversi, in Campania sono presenti circa 70 – 80 biotipi.
Invece in Toscana sono state individuate alcune varietà, e la produzione si basata solo su di loro. Maggiore lavoro in questo senso è stato fatto in Spagna.
Per l’olivo ancora non esiste un portainnesto valido, e l’olivo, è una delle pochissime colture arboree da frutto chi è propagata esclusivamente per talea. Questa situazione di crisi sta, notevolmente cambiando, se non per tutti gli aspetti, almeno per il primo.
Dagli anni novanta l’interesse dei consumatori per l’olio d’oliva sta gradatamente aumentando, infatti, numerosi studi soprattutto nel campo medico hanno rilevato il ruolo nutrizionale importantissimo dell’olio d’oliva: sostanze antiossidanti che riducono la formazione dei radicali liberi e proteggono le cellule dell’invecchiamento, assenza di colesterolo, presenza di molto acido oleico e prevenzione di malattie cardiovascolari.
Ultimamente la dieta mediterranea si sta diffondendo molto nel mondo e il consumo dell’olio si sta espandendo anche in paesi che prima consumavano pochissimo l’olio d’oliva, come i paesi dell’Europa del Nord, il Giappone, e gli U.S.A. Questo è importante per la nostra produzione, perché paesi come il Giappone e i paesi del nord dell’Europa sono importatori netti, perché non sono in grado di produrre l’olio d’0liva.
Si evince che il consumo dell’olio d’oliva sta aumentando, ed in particolare sta aumentando anche la richiesta di un prodotto di qualità, essenzialmente olio extra- vergine.
Purtroppo in Italia, ora circa il 50% dell’olio prodotto non è extra – vergine; questo  è un problema, perché vuoldire che produciamo olio non di qualità, che non è richiesto dal mercato. Bisognerebbe migliorare l’intero processo produttivo, es. scelta d’impianto, gestione, scelta del momento opportuno della raccolta, buona conservazione, inoltre l’ aumentando dell’interesse del consumatore per un prodotto tipico, in pratica per un olio con un orama e un gusto particolare, frutto di un’opportuna combinazione tra cultivar e ambiente.

Obiettivi

 » aumentare la produzione (ricavi);
 » diminuire i costi (meccanizzazione);
 » migliorare la qualità (aumentare la percentuale d’olio extra – vergine).

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