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16-12-2005

La Apo Acli-Terra diventa Olivicoltori  Acli Società Cooperativa:

 
 

CONTROLLO DELLE POPOLAZIONI DELLA MOSCA DELLE OLIVE:
periodi critici, metodi di campionamento, soglie e mezzi d'intervento.

Mosca delle olive (Dacus oleae o Bactrocera oleae)
Controllo abiotico - Le temperature estreme sono letali al Dacus, inoltre le prima-vere secche ostacolano lo sfarfallamento.
Controllo biotico - In natura le popolazioni di Dacus vengono controllate da: Imenotteri calcidoidei: CYRTOPTYX DACIDIDA (ectofago, attivo in Italia e Grecia); PNIGLAIO MEDITERRANEUS (ectofago, molto attivo); EUPOLMUS UROZONUS (ectofago, molto attivo).
Imenottero braconide: OPIUS CONCOLOR (endofago, specifico per la lotta biolo-gica, parassitizza il Dacus in ogni periodo dell'anno).
I parassitoidi ectofagi, depositano le loro uova nel frutto sopra o accanto alla larva, le larve si trasformano in ninfe sul posto.
I parassitoidi endofagi depongono le loro uova nella larva che si trova nel frutto e si sviluppano nella ninfa della mosca, da cui fuoriuscirà 1'adulto.
Lotta chimica - Ai fini di una lotta integrata alla mosca dell'olivo, 1'utilizzazione di trappole, alimentari, cromotropiche o a feromoni, consente di seguire la dinamica di popolazione dell'insetto. Le trappole alimentari tipo Mac-Phail consistono in un recipiente trasparente di vetro o plastica che viene alimentato con fosfato biammonico al 4%. Le trappole cromotropiche sono costituite da lamine rettangolari di plastica di circa 25 x 17 cm, di colore giallo limone e ricoperte di colla su entrambi i lati. Le trappole sessuali (a feromoni) consistono di una lamina colorata con funzione di supporto al cui interno e collocata una capsula in PVC contenente 80 mg di spiroacetale, che e il componente principale del feromone sessuale della femmina di B. oleae.
La trappola Mac-Phail si colloca all'altezza della testa dell'operatore nella zona sud dell'albero e nella parte interna della chioma, in maniera che i rami la ombreggino. Gli altri due tipi di trappole si dispongono con lo stesso orientamento e alla stessa altezza ma nella zona esterna della chioma. Esse vanno installate a fine giugno.
Le trappole devono essere distanza tra loro circa 50 mt; la periodicità del conteggio e generalmente settimanale.
Bisogna accompagnare il monitoraggio con le trappole al campionamento dei frutti, per constatare il tipo di attività della mosca.
Potrebbero, infatti, realizzarsi catture senza che ci fossero le condizioni favorevoli all'ovideposizione, (T° maggiori di 30°C per un determinate periodo determinano 1'arresto dell'attività riproduttiva nella femmina).
Quando le trappole segnalano 1'inizio del volo degli adulti e necessario eseguire campionamenti settimanali su un centinaio di drupe prese a caso da almeno dieci piante dell'appezzamento, allo scopo di verificare la presenza nella polpa degli stadi giovanili dell'insetto (uova, larve, pupe, fori di uscita) e decidere 1'eventuale trattamento.
La soglia di intervento varia, e compresa tra il 10% ed il 15% di frutti contenenti forme vive del litofago per le olive da olio, e del 5-7% di infestazione attiva per le olive da tavola.
Al superamento della soglia si effettuano trattamenti con di insetticidi a base di Dimetoato, Formothion, Fosfamidone, Triclorfon diretti contro le larve. In partico lare il primo prodotto e caratterizzato da una forte citotropicità (per raggiungere le larve nella polpa) e da un'elevata solubilità in acqua per evitare rischi di contaminazione dell'olio con residui.
Diverse sono le possibilità di difesa per ridurre i danni da mosca agli oliveti. Al metodo di lotta larvicida (curative) se ne affianca un altro preventive diretto contro gli adulti rilevati dalle trappole alla loro prima comparsa. II metodo prevede: l'uso di esche proteiche attrattive avvelenate con gli insetticidi sopra menzionati il trattamento su parte della chioma di tutte le piante o anche su tutta la chioma di un numero limitato di piante anziché sull'intero oliveto.
La soglia d’intervento e pari a 3-5 femmine catturate per trappola e per settimana e una infestazione attiva superiore al 4-5 %. L'efficacia del metodo e massima quando viene applicato su ampie superfici e la stagione e poco piovosa, in quanta frequenti precipitazioni dilavano l'esca. I vantaggi consistono in una rilevante diminuzione della quantità di prodotto chimico distribuito per ettaro e nel controllo della mosca prima che essa potrebbe arrecare il minimo danno alle olive.
La difesa agronomica consiste essenzialmente nell'anticipare la fase di raccolta.
Cio consente di limitare i danni alla qualità dell'olio, soprattutto se le olive vengono molite velocemente, oppure conservate al fresco e in condizioni aerate.
Le avversità sopra riportate, 1'epoca e le modalità di trattamento, i principi attivi ed ausiliari da utilizzare con le relative limitazioni d'uso e note, si riportano in modo sintetico e facilmente consultabile nelle pagine conclusive.

Controllo delle infestanti.
Anche per le infestanti ci si riferisce ad un controllo integrato secondo le seguenti modalità:
negli impianti irrigui, laddove possibile, e buona pratica filtrare le acque di irrigazione per evitare la diffusione di semi e di altri organi di propagazione della flora infestante;

» di norma non si consiglia alcun intervento di controllo delle infestanti nella stagione autunno-vernina, in considerazione del ridotto fabbisogno idrico-nutrizionale che presentano le colture arboree in tale periodo;
» laddove non esistono problemi di competizione idrica o in quegli oliveti situati su terreni con pendenze superiori al 5% e suscettibili di fenomeni di erosione, si consiglia di ricorrere sempre all'inerbimento dell'interfila, controllando 1'eccessivo sviluppo delle infestanti nel periodo aprile-ottobre;
» negli oliveti nei quali esistono problemi di insufficiente disponibilità idrica durante il periodo estivo si consiglia di ricorrere al diserbo meccanico dell'interfila;
» il controllo delle infestanti sulla fila va comunque attuato in via preferenziale ricorrendo alia pacciamatura organica e/o alle lavorazioni meccaniche. Nei frutteti di età inferiore ai tre anni ed in tutti quei casi in cui le lavorazioni meccaniche lungo la fila risultino eccessivamente difficoltose e la pacciamatura organica particolarmante rischiosa per motivi fitosanitari, e consentito il ricorso ad operazioni di controllo chimico;
II controllo chimico delle malerbe potra essere effettuato solo sulla fila, esclusivamente nei casi precedentemente menzionati e comunque per una larghezza massima di cm 70, unicamente in post-emergenza delle infestanti. Inoltre, esso e consen-tito, limitatamente alle piazzole di raccolta, anche negli oliveti situati su appezzamenti caratterizzati da una forte presenza di grosse pietre o di rocce affioranti. I principi attivi il cui impiego e consentito per il diserbo dell'olivo sono riportati nella tabella seguente, essi possono essere utilizzati a dose piena per una sola volta oppure a dosi ridotte, sempre che la somma delle dosi utilizzate per ogni intervento non sia superiore alia dose massima consentita.
E' obbligatorio escludere i formulati classificati "Molto Tossici, Tossici o Nocivi" (ex I e II classe) qualora dello stesso principio attivo siano disponibili anche formulati classificati "Irritanti" o "Non classificati" (ex III e IV classe). In linea generale, le norme da osservare per una buona riuscita del diserbo chimico sono le seguenti:
1.
conoscere la composizione della flora infestante da controllare ed il suo grado di nocivita.
2.
conoscere lo stadio fenologico e vegetazionale dell'oliveto, nonche le caratteristiche fisiologiche e lo stadio fenologico delle malerbe da controllare;
3.
porre molta attenzione nella scelta dei principi attivi, da effettuarsi tra quelli inseriti nella tabella seguente, e dei loro formulati commerciali in funzione:
• delle malerbe da controllare;
• dell'epoca in cui va effettuato il trattamento;
• delle caratteristiche chimico-fisichc del diserbante e delle sue modalita d'azione;
4.
evitare il ricorso ad interventi troppo drastici che spesso non solo sono inutili, ma possono portare allo sviluppo di specie resistenti, all'inversione della flora ed all'erosione del suolo;
5.
utilizzare un appropriate grado di atomizzazione della miscela diserbante in funzione delle sue modalità d'azione;
6.
impiegare un'idonea tecnica di distribuzione dell'erbicida da utilizzare per una migliore efficacia dell'intervento;
7.
effettuare il trattamento nelle ore serali che generalmente sono le più idonee a tale operazione per assenza di vento, condizioni di umidità, ecc.

Risultati attesi

Si auspica di contribuire ad accrescere non solo il grado d’interesse degli operatori verso il mantenimento degli oliveti in fase d’abbandono e il miglioramento della qualità dell’olio d’oliva, ma anche il grado di sensibilizzazione delle istituzioni e della società verso il sistema agricolo-produttivo d’oliveti “secolari”, che nel corso del tempo hanno assunto carattere di dominanza ambientale, connotando i luoghi con una propria identità e producendo di volta in volta nuove forme di complessità territoriale.
Tali azioni sono state sviluppate attraverso l'intervento di tecnici (agronomi, periti agrari e agrotecnici) e di personale interno dipendente dell’Associazione, i quali hanno fornito un efficace servizio d’assistenza tecnica agli olivicoltori associati per il conseguimento dell’obiettivo di recuperare gli oliveti in fase d’abbandono e il  miglioramento della qualità dell’olio d’oliva mettendo appunto  le tecniche  di coltivazione, di magazzinaggio e consegna delle olive al frantoio prima di procedere alla molitura.
Per la  riuscita del programma e senza alcun dubbio subordinate al pieno coinvolgimento degli olivicoltori della zona. E’ stato necessario compiere una capillare azione di formazione e informazione. Inoltre al termine del programma sarà fatto un convegno  consenta di fare il punto sui risultati conseguiti nell'ambito del programma, con particolare riferimento alla lotta alla mosca, e di esaminare lo stato del comparto, specie per quanto riguarda le problematiche connesse al mercato e le prospettive di sviluppo delle produzioni di pregio e a denominazione di origine.

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