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16-12-2005

La Apo Acli-Terra diventa Olivicoltori  Acli Società Cooperativa:

 
 

Origini e diffusione della coltura dell'olivo

Origini 12.000 anni a.C. Si presume che l'olivo abbia avuto origini dall'Asia Minore, da dove si è diffuso a Creta, nell'Africa settentrionale, e in seguito Grecia, Italia, Spagna, e quindi nel bacino del Mediterraneo. A causa di colonizzatori spagnoli poi l'olivo è stato introdotto in America meridionale e poi negli U.S.A.. In tempi recenti è stato introdotto in Sud Africa ed in estremo Oriente. In Italia è presente dal 600 - 700 a.C., notevole espansione si è avuta tra il 1860 e il 1930. Nel 1997 la superfice olivetata era di circa ha 1.100.000, di cui:
- 85% era in coltura specializzata
- 15% era in coltura promiscua. In diverse zone l'olivo era coltivato in promiscuo con un'altra specie arborea, o addirittura anche con un'erbacea, quindi su 3 piani vegetazionali diversi: sul piano dominante l'olivo, poi un'altra arborea, molto spesso agrumi ed in fine la coltivazione erbacea. Da tutto questo naturalmente si evince uno scadimento del livello produttivo.

Evoluzione dell'0livicoltura negli ultimi 30 anni.
Negli anni 70 - 80 grave crisi della coltura dell'olio cause:
• Stagnazione del mercato dell'olio d'oliva, determinato aumento del consumo dei grassi, ma quello dell'olio d'oliva è rimasto costante (aumento del consumo dell'olio di semi).
• Invecchiamento degli impianti: olivi vecchi, basse rese, alternanze della produzione.
• Poca ricerca e sperimentazione: per altre colture la sperimentazione ha fornito molte innovazioni riguardo modelli intensivi di coltivazione, varietà, portainnesti, per l'olivo no, in altre parole gli olivicoltori sono stati abbandonati a se stessi.
In Italia è stata fatta pochissima selezione varietale, ad esempio in Puglia abbiamo circa 50 - 60 biotipi diversi, in Campania sono presenti circa 70 - 80 biotipi.
Invece in Toscana sono state individuate alcune varietà, e la produzione si basa solo su di loro. Maggiore lavoro in questo senso è stato fatto in Spagna.
Per l'olivo ancora non esiste un portainnesto valido, e l'olivo è una delle pochissime colture arboree da frutto che è propagata esclusivamente per talea. Questa situazione di crisi sta notevolmente cambiando, se non per tutti gli aspetti, almeno per il primo.
A partire dagli anni novanta l'interesse dei consumatori per l'olio d'oliva sta gradatamente aumentando, infatti, numerosi studi soprattutto nel campo medico hanno rilevato il ruolo nutrizionale importantissimo dell'olio d'oliva: sostanze antiossidanti che riducono la formazione dei radicali liberi e proteggono le cellule dall'invecchiamento, assenza di colesterolo, presenza di molto acido oleico e prevenzione di malattie cardiovascolari.
Ultimamente la dieta mediterranea si sta diffondendo molto nel mondo e il consumo dell'olio si sta espandendo anche in paesi che prima consumavano pochissimo l'olio d'oliva, come i paesi dell'Europa del Nord, il Giappone, e gli U.S.A. Questo è importante per la nostra produzione, perché paesi come il Giappone e paesi del nord Europa sono importatori netti, perché non sono in grado di produrre l'olio d'0liva.
Si evince che il consumo dell'olio d'oliva sta aumentando, ed in particolare sta aumentando anche la richiesta di un prodotto di qualità, essenzialmente olio extra-vergine.
Purtroppo in Italia, ora circa il 50% dell'olio prodotto non è extra-vergine; questo è un problema, perché vuol dire che produciamo olio non di qualità, che non è richiesto dal mercato. Bisognerebbe migliorare l'intero processo produttivo, es. scelta d'impianto, gestione, scelta del momento opportuno della raccolta, buona conservazione, inoltre sta aumentando l'interesse del consumatore per un prodotto tipico, in pratica per un olio con un aroma e un gusto particolare, frutto di un'opportuna combinazione tra cultivar e ambiente.
Obiettivi:
- aumentare la produzione (ricavi);
- diminuire i costi (meccanizzazione);
- migliorare la qualità (aumentare la percentuale d'olio extra-vergine).

IL RUOLO POLIFUNZIONALE DELL'OLIVICOLTURA IN PUGLIA.
L'analisi dello scenario regionale non può limitarsi a considerare i soli aspetti produttivi ed economici, poiché nella nostra regione l'olivicoltura svolge anche insostituibili funzioni ambientali, paesaggistiche, sociali e culturali. L'olivo è spesso localizzato in zone difficili e con forti limitazioni d'uso, per le quali rappresenta una delle poche possibilità ora esistenti per l'utilizzazione e la tutela ambientale.
La presenza delle piante d'olivo costituisce inoltre uno degli elementi che maggiormente contribuiscono a caratterizzare il tipico paesaggio agrario dei rilievi, armoniosamente modellato dall'uomo nel corso dei secoli. Non meno importante è la funzione sociale svolta dalla coltivazione dell'olivo che interessa una molteplicità d'operatori: dalle aziende agricole professionali, agli agricoltori a tempo parziale spesso anche anziani, per i quali rappresenta indubbiamente una fonte integrativa di reddito, ma anche un'occasione di svago e di relax, oltre che d'approvvigionamento di un prodotto molto apprezzato per l'autoconsumo. In tal senso l'olivo concorre ad assicurare la presenza dell'uomo in campagna.
Tra i punti di forza del settore olivicolo ed oleario regionale si può senza dubbio annoverare inoltre la diffusa cultura dell'olivo e dell'olio esistente in Puglia che si manifesta anche nella realizzazione di numerose e valide iniziative rivolte a questo settore, sia a livello locale, che a carattere nazionale o internazionale. Una dimostrazione concreta della gran sensibilità esistente nella società pugliese per la cultura dell'olivo e dell'olio è rappresentata inoltre dal numero considerevole d'assaggiatori d'olio d'oliva presenti, e dalla presenza di diversi gruppi d'assaggio che operano applicando la metodologia del 2568/91.
Il ruolo dell'olivicoltura pugliese, in termini più generali, deve essere visto anche riguardo ai forti rapporti d'integrazione esistenti con gli altri settori dell'economia regionale e in particolare con il turismo, l'artigianato, il commercio di prodotti tipici. In virtù di queste importanti sinergie, l'olivicoltura può svolgere, in molte aree rurali della Puglia, una funzione veramente strategica e trainante. A completamento dell'analisi del settore occorre ricordare l'importante attività svolta dai soggetti operanti nel sistema regionale dei servizi di sviluppo agricolo ed in particolare, per la parte privata, dagli enti d'assistenza tecnica. In quest'ambiente, grazie anche all'azione delle istituzioni scientifiche, sono stati realizzati numerosi studi e ricerche che hanno riguardato tutti i principali aspetti tecnici ed economici del processo produttivo.
Nell'ambito dell'attività d'assistenza tecnica e di ricerca per il settore olivicolo ed oleario, in questi ultimi anni hanno assunto una rilevante importanza i progetti regionali vedi (reg. Ce 1334/02), per il miglioramento della qualità dell'olio d'oliva e il recupero d'oliveti in stato d'abbandono.

DESCRIZIONE SITUAZIONE IN PUGLIA
La Puglia ed in particolare il territorio della provincia è caratterizzato da un patrimonio rappresentato in parte da oliveti secolari ed a rischi d'abbandono. Le grandi piantate presenti su alcune aree del Gargano e il Tavoliere, caratterizzano il paesaggio agrario, assegnando valenza ambientale e paesaggistica all'intero territorio. Sembra opportuno avviare iniziative di programmazione territoriale finalizzate alla tutela e valorizzazione della risorsa costituita dall'oliveto, sia in termini ambientali sia quale occasione di sviluppo socio-economico. Esistono però alcuni pericoli e ostacoli, rappresentati sostanzialmente dagli alti costi per il mantenimento degli oliveti secolari e dalla bassa produttività degli stessi. Resta in ogni caso la necessità di “far qualcosa” affinché il patrimonio paesaggistico, botanicovegetazionale, agronomico e storico-culturale rappresentato da tali oliveti, non si deteriori anzi sia salvaguardato e difeso, e ove possibile, anche recuperato, alla sua funzione economica.
Interventi in tale direzione potranno consentire di evitare un altro rischio cui questo patrimonio va incontro, che è quello dello sradicamento degli ulivi che se non bloccato in tempo, rischia di accentuare ulteriormente il fenomeno del depauperamento del territorio.

ATTIVITA'
Introduzione

Fra le azioni individuate, quelle rivolte alla ristrutturazione del patrimonio olivicolo regionale appaiono d'importanza strategica per assicurare un equilibrato sviluppo dell'intero settore, poiché possono garantire, attraverso una razionalizzazione e un ringiovanimento degli impianti (recupero degli oliveti in stato d'abbandono), il superamento di alcuni dei principali elementi di debolezza evidenziati.
Dagli interventi quali: arginazione, ristrutturazione dei muretti a secco, potatura di riforma ecc. possono, infatti, essere attesi una serie d'importanti risultati, fra loro connessi, quali il contenimento dei costi di produzione, in taluni casi lo sviluppo della meccanizzazione e il conseguente superamento, almeno in parte, delle difficoltà adesso esistenti nel reperimento della manodopera necessaria per le principali operazioni colturali e in particolare per la raccolta.
La ristrutturazione del patrimonio olivicolo nelle zone regionali può inoltre produrre, indirettamente, rilevanti ricadute corrette su tutte le fasi della filiera, da quella del vivaismo olivicolo, a quelle della trasformazione e commercializzazione dei prodotti tipici e d'elevata qualità.
Questi progetti, gestiti direttamente delle associazioni dei produttori olivicoli.
Tra le azioni più espressive si può ricordare la lotta contro la mosca dell'olivo mediante tecniche a ridotto impatto ambientale, gli sportelli d'assistenza tecnica, i corsi per gli olivicoltori e i frantoiani, le ricerche chimiche ed organolettiche degli oli pugliesi e una ricca collana di pubblicazioni divulgative che hanno avuto notevole successo e gradimento da parte degli operatori del settore.

PROGRAMMA Reg. Ce 1334/02
Le azioni previste
E' previsto un programma locale da realizzare nell'ambito della provincia di Foggia ove complessivamente sono stati coinvolti circa 25 operatori olivicoli su circa 25 ettari di superficie olivetata, s'impegnano a compiere attività di straordinaria manutenzione su oliveti secolari (almeno età superiore a 50 anni), con forme di governo irregolari, ed il monitoraggio di 100 piante ripartite tra dieci soci.
Considerata l'ampia articolazione territoriale dell'Associazione APO ACLI – TERRA di Foggia, è previsto un programma su zone dislocate nell'area provinciale di competenza così localizzate: n. 2 a Bovino, n. 3 a S. Severo, n. 3 Torremaggiore, n. 1 San Paolo di Civitate, n. 10 Cagnano V., n. 1 Vico del Gargano, n. 1 Ischitella e n. 3 Cerignola e n. 2 Trinitapoli. Gli interventi sono destinati ad oliveti con piante secolari (in ogni caso d'età superiore a 50 anni) e con forma di governo irregolare e/o a rischio d'abbandono, ed il miglioramento della qualità dell'olio d'oliva (considerando le 100 piante). Il miglioramento di qualità è subordinato alle tecniche di raccolta, trasporto, magazzinaggio e trasformazione. In ognuna di tali aree, gli operatori olivicoli interessati s'impegnano a compiere attività di straordinaria manutenzione per la tutela degli oliveti coinvolti (potatura di riforma, ciglionamenti, sistemazione muretti a secco, ecc.). I lavori concernenti questi interventi potranno essere realizzati o direttamente dall'olivicoltore interessato o da ditta/ed esterna/e, con cui l'associazione terminerà giusto contratto di subappalto.

OBIETTIVI GENERALI
Attraverso l'attuazione del programma che qui di seguito è illustrata, dall'APO ACLI FOGGIA. È in corso d'opera nella provincia di FOGGIA, tale attività che sinteticamente sarà descritta.
Settore del miglioramento dell'impatto ambientale
• art. 4.2 lettera a:
- n. 12 interventi su altrettante zone dislocate zona regionale di competenza e così localizzate: n. 2 zona di Bovino, n. 1 San Paolo di Civitate, n. 1 Cerignola, n 8 zona Garganica (Cagnano V. e Vico del Gargano).
Gli interventi sono stati destinati ad oliveti con piante secolari (in ogni caso d'età superiore a 50 anni) e contenenti esemplari di particolare interesse e/o a rischio d'abbandono.

Sintesi.
In ognuna di tali aree, gli operatori olivicoli interessati si sono prodigati (sotto indicazione dei tecnici), a compiere attività di straordinaria manutenzione per la tutela degli oliveti coinvolti (ciglionamenti, potatura di riforma, decespugliatura, costruzione e sistemazione muretti a secco, ecc.).
Il progetto complessivo prevede interventi su circa 25 ettari e coinvolgimento minimo di 10 soci produttori.

Settore del miglioramento della qualita'
art. 4.3. Lettera a:
- n. 10 aziende su altrettante zone zona regionale di competenza e così localizzate: n. 2 zona di Cerignola, n. 2 Trinitapoli, n. 3 San Severo e n 3 Torremaggiore.
Per ogni azienda sono state individuate N 10 piante, ai fini del miglioramento delle condizioni di raccolta, trasporto e magazzinaggio prima della trasformazione, per il miglioramento qualitativo dell'olio prodotto.

Sintesi.
- E' stato compiuto il monitoraggio e controllo e il controllo della mosca dell'olivo;
- il miglioramento delle condizioni di raccolta delle olive dalla pianta attraverso lavalutazione del periodo ottimo di raccolta, e l'adattamento degli oliveti per l'impiego dei mezzi meccanici;
- il miglioramento delle condizioni di consegna e magazzinaggio delle olive, da compiersi entro le 48 ore dalla raccolta con l'utilizzo di cassette a pareti rigide e fessurate (cassette di plastica e bins), e la programmazione della raccolta sulla capacità lavorativa degli impianti per la trasformazione ai fini della loro lavorazione entro 24 max 48 ore.

Risultati attesi
Si auspica di contribuire ad accrescere non solo il grado d'interesse degli operatori verso il mantenimento degli oliveti in fase d'abbandono e il miglioramento della qualità dell'olio d'oliva, ma anche il grado di sensibilizzazione delle istituzioni e della società verso il sistema agricolo-produttivo d'oliveti “secolari”, che nel corso del tempo hanno assunto carattere di dominanza ambientale, connotando i luoghi con una propria identità e producendo di volta in volta nuove forme di complessità territoriale.
Tali azioni sono state sviluppate attraverso l'intervento di tecnici (agronomi, periti agrari e agrotecnici) e di personale interno dipendente dell'Associazione, i quali hanno fornito un efficace servizio d'assistenza tecnica agli olivicoltori associati per il conseguimento dell'obiettivo di recuperare gli oliveti in fase d'abbandono e il miglioramento della qualità dell'olio d'oliva mettendo a punto le tecniche di coltivazione, di magazzinaggio e consegna delle olive al frantoio prima di procedere alla molitura.  

 
 
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